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STORIA DI NEMI

 

Il nome della cittadina deriva da "Nemus", il bosco sacro a Diana che si estendeva per gran parte della conca vulcanica attorno al lago. I resti del santuario alla dea della caccia e delle foreste sono visibili nella località "Il Giardino" al di sotto della rupe su cui sorge il paese, a poca distanza dal museo delle Navi Romane.
Da documenti del IX sec. d.C. il bosco sacro di Diana fu donato dall'imperatore Costantino alla Basilica di S. Giovanni Battista di Albano, verso la fine del X sec. d.C. però Nemi (Come gran parte dei castelli) faceva parte dei possedimenti della potente famiglia dei Conti di Tuscolo.
In seguito anche il figlio di Lucrezia Borgia, Rodrigo, entrerà in possesso del posto.Per merito della sua posizione più defilata rispetto a quella degli altri paesi dei Castelli, più vicini alla grande arteria di collegamento rappresentata dalla via Appia o magari più vicini a Roma, Nemi fu coinvolta in modo marginale dagli avvenimenti bellici che sconvolsero nel corso dei secoli la storia dei Castelli.Acquista quindi importanza la storia antica di Nemi, ai tempi in cui l'area era legata al santuario di Diana ed al bosco sacro; una leggenda vuole che nel bosco vi fosse un'enorme quercia sacra da cui pendevano rami di vischio; chi fosse riuscito a strappare un rametto di vischio e poi avesse ucciso in duello il suo sacerdote diveniva "Rex Nemorensis" prendendone il posto.Già nel medioevo antiquari ed archeologi erano attratti dall'area, molti di questi erano stranieri e gran parte degli oggetti rinvenuti presero la via dell'estero.: Svezia ed Inghilterra conservano oggi le maggiori raccolte.Sul fondo del lago, ad una profondità di circa 6 metri, sin dal 1546 fu individuata una nave romana; il celebre Leon Battista Alberti tentò con scarsi risultati il ripescaggio della nave che fu portata a galla solo tra il 1931 ed il 1936.In quell'occasione il recuperò fu portato a termine con una intensa propaganda ed un'ardita operazione da parte del regime fascista; il lago fu abbassato di circa 12 metri con delle pompe e venne alla luce anche un secondo relitto posto su un fondale più basso.Al termine della grandiosa opera di recupero le due navi furono ospitate in un apposito museo sulla riva del lago, un incendio doloso, appiccato dai soldati tedeschi della Wermacht nella notte tra il 31 Maggio ed il 1 Giugno del 1944 distrusse però i due relitti e quelle che si possono ammirare oggi sono due copie.
Venendo da Genzano si incontra sulla sinistra la Chiesa del Crocefisso, la costruzione riveste in se poca importanza dal punto di vista architettonico, ma conserva un'immagine sacra di grande suggestione: un crocefisso in grandezza naturale scolpito nel 1669 dal frate Vincenzo da Bassiano su legno del monte Calvario.
Proseguendo si arriva fino al palazzo baronale (O Ruspoli), poi si può scendere fino alla riva del lago da cui si prosegue per il museo delle Navi Romane e quindi per il tempio di Diana.




TUTTO FRAGLE

L'annuale Sagra delle fragole di Nemi (nella zona dei Castelli romani) è un appuntamento imperdibile. Una enorme coppa viene riempita di fragole locali, e quindi innaffiata con dello spumante fragolino. Da non perdere la coppa col gelato alla crema e le fragoline, nei bar della piazza del paese, le vaschette di deliziose fragoline in vendita dappertutto, e i vini e liquori a base di fragole che si possono assaggiare lungo il corso.


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